L' ORTO

a cura di Pietro Zandigiacomo 

Oltre il cortile (curtîl), verso oriente (a soreli jevât), al di là di un cancello di ferro battuto che dà sul vigneto (vignâl), c’è l’orto (ort), uno spazio che non poteva mancare a completamento delsostentamento di una casa colonica, in quanto aveva il compito di fornire svariati alimenti vegetali
e non solo. L’appezzamento riservato all’orto, di forma rettangolare, ha un lato maggiore addossato a una classica muraglia di sassi a vista, tipica delle aree rurali dell’Alta pianura friulana; gli altri tre lati, ad eccezione di un portello di ingresso di legno, sono costituiti da un tradizionale recinto (cente) di rami di legno intrecciati a “trama” e “ordito”. La trama, orizzontale, è costituita da rami flessibili di nocciolo (noglâr), per un’altezza di 50-60 cm, mentre l’ordito, verticale, è costituito da paletti di acacia (agacie) con legno più robusto e resistente ai marciumi. Il recinto di legno impedisce ad eventuali animali domestici (es. galline e anatre) di fare incursioni dannose nell’orto. All’interno del recinto le aiuole (strops) e i gruppi di porche (cumieris) sono separati da vialetti regolari.
Nell’orto sono coltivati, nel corso delle stagioni, svariati ortaggi, quali patata, pomodoro, peperone, fagiolo, zucca, zucchino, cavoli vari, porro, sedano, cipolla, finocchio, radicchi vari e lattughe. Sono presenti anche piante aromatiche, quali prezzemolo, salvia, rosmarino e menta.
Non mancano anche alcune piante da fiore come la dalia (soldât). Le piante rampicanti (es. fagiolo)e quelle con fusto poco robusto (es. pomodoro) sono sostenute da appositi tutori di legno (raclis).