Sala abbigliamento e fibre tessili (I°)

Primo piano
Canapa e lino erano coltivati in Friuli dalla pianura a oltre mille metri di altitudine. In molte famiglie si tenevano piccoli appezzamenti coltivati a canapa. Il lino era lino nostrano e abbastanza grezzo, era coltivato in prossimità delle zone umide. Canapa e lino avevano tempi diversi di semina e di raccolta, ma erano analoghi i procedimenti e uguali gli strumenti adoperati per liberare le fibre dalla parte legnosa. Le operazioni riguardanti l'utilizzazione della lana si effettuavano in ambito domestico; soprattutto nei momenti di recessione molte famiglie tenevano una o due pecore per ricavare la lana da filare in casa. La tosatura avveniva una o due volte l'anno con le forbici apposite, la lana del dorso e delle spalle più lunga e pulita si filava senza preventiva lavatura, mentre quella delle gambe, più sporca e scadente veniva prima lavata e poi cardata.  La tessitura casalinga, esercitata nel secolo scorso da tessitori che lavoravano a domicilio, diminuisce continuamente d'importanza, lasciando già alla fine del XX secolo il posto ai grandi stabilimenti. Testimonianze orali ci hanno segnalato la presenza di alcuni tessitori operanti a Fagagna, in casa propria, a cui la gente si rivolgeva soprattutto per la realizzazione di tela per lenzuola in canapa e lino o solo canapa.
Testimonianze orali ci hanno segnalato la presenza di alcuni tessitori operanti a Fagagna, in casa propria, a cui la gente si rivolgeva soprattutto per la realizzazione di tela per lenzuola in canapa e lino o solo canapa. Pietro Marcuzzi (nato nel 1796 trascritto nel registro anagrafico come "tesero") e i suoi figli: Giovanni Battista (1830), Valentino (1847), Antonio (1843) facevano i tessitori nella loro casa di via Porta Ferrea. Testimonianze orali di questa "azienda" casalinga si hanno fino agli inizi del 1900. Giovanni Antonio Lizzi (1809), proveniente da Farla di Maiano, svolgeva il suo lavoro per la gente nella casetta di via Lucca. Era soprannominato "telecree" cioè tela di canapa. Infatti la canapa veniva portata in via Lucca, lavorata e poi tessuta sui telai, uno al pianterreno e uno al primo piano. Italia Catasso (1891) certamente lavorava a domicilio nella fra- zione di Battaglia fino al 1930/40, poi si trasferì a Pagnacco dove portò anche il suo telaio. Al museo è presente un piccolo telaio a licci, che esemplifica il procedimento della tessitura casalinga.