Bottega del sarto (I°)
Primo piano
Il mestiere del sarto è esistito sin dall’antichità, per diventare nel tempo un vero e proprio artigianato specialistico.
Il termine sartoria deriva dal latino sartor, la cui traduzione è rammendatore. Di conseguenza, agli albori della sua figura, il sarto era un artigiano che rappezzava e ricuciva gli abiti. Tale nobile arte fonda le sue radici nel Medioevo, tra il XIII e il XIV secolo, in concomitanza con la nascita della moda, un fenomeno dall’importanza talmente estrinseca da essere capace di produrre effetti soprattutto in ambito economico e sociale, distinguendo le varie classi a seconda della qualità del loro vestiario. E’ proprio in questo periodo che si delinea la figura professionale del sarto, un artigiano in grado di realizzare le esigenze e le pretese dei clienti, sempre più desiderosi di capi che potessero identificarli in un determinato ceto sociale.
Fino agli inizi del Novecento il sarto per confezionare i vestiti andava a casa dei clienti che erano persone agiate o benestanti. In seguito il sarto aveva la sua bottega e anche degli aiutanti.
Il sarto, una volta, lavorava quasi completamente a mano, con l’aiuto di pochi e semplici strumenti: vari tipi di ago e di filo, squadra, riga, metro da sarto, spilli, vari tipi di forbici, il ditale senza punta, la macchina da cucire, che funzionava a manovella o a pedale, il gesso ecc.
Una volta, i clienti abituali erano le persone agiate o benestanti, mentre i più poveri andavano dal sarto solo alcune volte all’anno, soprattutto durante il periodo natalizio o in certe occasioni speciali (ad es. matrimoni).
Il mestiere del sarto, pur essendo abbastanza pagato, richiedeva impegno, attenzione e creatività, oltre ad un notevole tirocinio per imparare bene il mestiere, soprattutto il taglio. I giovani apprendisti, dopo essere stati per anni presso sarti, a volte, se avevano la possibilità, andavano a perfezionarsi ulteriormente presso scuole specializzate in città.
Il sarto lavorava anche dieci ore al giorno e, per fare un vestito (calzoni r giacca) impiegava circa trentacinque o quaranta ore. il lavoro richiedeva tanta applicazione, ma a volte arrecava anche soddisfazione, specialmente quando il vestito era così ben fatto da riuscire perfino a nascondere piccoli difetti fisici di qualche cliente.
Gli arredi e tutti gli strumenti presenti qui, appartengono alla famiglia Missana e precisamente ai sarti Roberto e Bruno, che avevano la loro sartoria a Fagagna e hanno continuato l’attività intrapresa dal bisnonno Paolo nel 1838. Anche il nonno Giacomo e il padre Rosario (conosciuto come Rosari) erano sarti e la loro bottega raccontava 120 anni di storia.