LA BIODIVERSITA' IN MUSEO

L'istriana

L'Istriana ( o Carsolina, Dalmatian – Karst) deriva probabilmente da una popolazione autoctona dell'area carsica del nord-est Italia, con influenze pugliesi e siriane di epoca romana, che nel XVII secolo è stata incrociata con ceppi ovini di provenienza balcanica giunti in zona carsica -istriana al seguito delle popolazioni morlacche. 

Pur non presentando una spiccata uniformità di caratteri, non essendo mai stata sottoposta a rigorosa selezione, rappresenta un gruppo etnico di notevole interesse. E' diffusa su tutto l'altopiano carsico sia nella Venezia Giulia che in Slovenia e Croazia. In Friuli Venezia Giulia sono presenti circa 300 soggetti in purezza nel territorio della Comunità montana del Carso, dove, fra novembre e maggio, utilizzavano i magri pascoli disponibili soprattutto della zona litoranea. Nel periodo estivo si ricorreva invece all'alpeggio. Oggi la pecora Istriana si è adattata a un tipo di allevamento stanziale dove l'alimentazione viene integrata con minime quantità di fieno e concentrato. 

Si tratta di una razza a duplice attitudine con prevalenza dell'indirizzo lattifero. L'Istriana ( o Carsolina, Dalmatian – Karst) deriva probabilmente da una popolazione autoctona dell'area carsica del nord-est Italia, con influenze pugliesi e siriane di epoca romana, che nel XVII secolo è stata incrociata con ceppi ovini di provenienza balcanica giunti in zona carsica -istriana al seguito delle popolazioni morlacche. Pur non presentando una spiccata uniformità di caratteri, non essendo mai stata sottoposta a rigorosa selezione, rappresenta un gruppo etnico di notevole interesse.

E' diffusa su tutto l'altopiano carsico sia nella Venezia Giulia che in Slovenia e Croazia. In Friuli Venezia Giulia sono presenti circa 300 soggetti in purezza nel territorio della Comunità montana del Carso, dove, fra novembre e maggio, utilizzavano i magri pascoli disponibili soprattutto della zona litoranea. Nel periodo estivo si ricorreva invece all'alpeggio. Oggi la pecora Istriana si è adattata a un tipo di allevamento stanziale dove l'alimentazione viene integrata con minime quantità di fieno e concentrato. 


Il pignoletto rosso

Il seme autoctono del pignoletto viene selezionato in maniera accurata di anno in anno. La semina viene effettuata su un terreno circondata da boschi che costituiscono una barriera naturale contro l'impollinazione con altri mais ibridi.

I processi lavorativi sono fatti tutti con metodo biologico certificato e la raccolta viene fatta a mano. Tutte le pannocchie vengono selezionate e solo le pannocchie migliori vanno alla sgranatura. L'essiccazione avviene in maniera naturale mentre la macinatura viene eseguita con molino a pietra. Le farine macinate a pietra sono le uniche veramente integrali. Questo tipo di macinazione è più lenta e riscalda meno la farina, mantenendo in questo modo intatto il contenuto di vitamine e grassi insaturi del germe.